LA BOCCA DEL LUPO
di Pietro Marcello
con Vincenzo Motta e Mary Monaco (Italia, 2009 - 76')
Vincitore del Torino Film Festival, Premio Teddy al Festival di Berlino, David di Donatello per il miglior documentario: riuscito esempio di un cinema che sfugge alle facili definizioni.
Vincitore del Torino Film Festival, Premio Teddy al Festival di Berlino, David di Donatello per il miglior documentario. "La bocca del lupo" è il riuscito esempio di un cinema, che sfugge alle facili definizioni, capace però di conquistare lo spettatore per forza di stile e di idee e di condensare in meno di 80 minuti una storia d'amore e il ritratto di una condizione sociale, la metamorfosi di una città e il susseguirsi del tempo. Partendo dalla fotografia corale dei genovesi di ieri e di oggi, il film si stringe su Enzo e Mary (conosciuta in carcere, nella sezione dei transessuali) alla quale Enzo è legato da vent'anni, sostenuto dal sogno comune di una casetta in campagna. Per Mary, Enzo è apparso da subito una bellezza da cinema, uno che poteva fare l'attore, in quei film western che oggi non si fanno più. Sono pochi in Italia i registi che hanno la forza e il coraggio di battere sentieri nuovi, di aprire nuove strade, di affrontare asperità che hanno la potenzialità di farsi nuova narrazione, nuova estetica, nuovo cinema. Pietro Marcello è sicuramente tra questi.

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