IL PROFETA
di Jacques Audiard
con Tahar Rahim e Niels Arestrup (Francia/Italia, 2009 - 150')
Premio della Giuria al Festival di Cannes, 9 premi Cèsar, 2 premi al Festival di Londra, 3 European Film Awards, nomination all'Oscar: uno dei film migliori di questa stagione.
Malik (il quasi esordiente Tahar Rahim, indimenticabile), entrato a 19 anni in prigione, senza famiglia o affetti, praticamente analfabeta, ne uscirà sei anni dopo colto, poliglotta, ricco e soprattutto potente. Già, perché è proprio in carcere che imparerà a leggere e ad uccidere, a rispettare e a tradire... La critica di Audiard (Sulla mia bocca, Tutti i battiti del mio cuore...) alla mala educazione del sistema carcerario è evidente, aspra, talvolta sarcastica, ma non è tramite la parola che si esprime: la sua lingua è quella della regia, di cui è interprete sicuro e abile. Quello che propone allo spettatore è l'immersione completa nel mondo che racconta, la sospensione del pre-giudizio, lo spettacolo della complessità di un personaggio maschile.