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05 luglio 2010 CINEMAUNO ESTATE 2010

lunedì 5 luglio ore 21.30

Giardini della Rotonda - Piazza Mazzini - Padova

 

Click per ingrandireLEBANON

di Samuel Maoz

con Oshri Cohen e Zohar Strauss (Israele/Libano, 2009 - 90')

Vincitore del Leone d'Oro al Festival di Venezia 2009. Nel corso della serata sarà presentato il libro a fumetti "Mi ricordo Beirut" di Zeina Abirached (ed. BeccoGiallo). 

 

Libano, 1982. Un carro armato avanza solitario in un villaggio bombardato dagli israeliani. Assi è un comandante che non ha mai comandato, Shmuel un artigliere che non ha mai colpito, Herzl un servente al pezzo che non ha mai caricato una bomba e Yigal il pilota di un carro corazzato che non conosce destinazione. Impressionabili ed inesperti piangono e resistono dentro il "Rinoceronte" sferragliante, contro una guerra che non hanno voluto e un nemico che non vogliono condannare. Il regista israeliano ci parla della prima guerra con il Libano, alla quale partecipò come artigliere. Quando tornò a casa emigrò subito negli Stati Uniti; ha dovuto lasciar passare 25 anni prima di riuscire a raccontare quella storia. "Lebanon" non è un film di guerra, ma la storia di quattro ventenni chiusi dentro un carro armato, sporchi e assediati dal caldo, senza poter pisciare, fumare, senza poter vedere cosa accade all'esterno salvo che attraverso il mirino. Un esordio alla regia straordinario, meritatamente premiato a Venezia. 

 

Click per ingrandireNel corso della serata sarà presentato il libro a fumetti "Mi ricordo Beirut" di Zeina Abirached (ed. BeccoGiallo).

Le schegge delle granate esplose che il fratellino raccoglie da terra a mani nude per la sua personalissima collezione, gli improvvisi blackout di corrente che interrompono i cartoni animati sempre sul più bello, la musica diffusa in salotto a tutto volume per provare a sovrastare il frastuono della guerra. Piccoli frammenti d’infanzia, privati, ferventi, delicati, per disegnare un vivido mosaico di ricordi. Con un esercizio di stile dedicato a Georges Perec, Zeina Abirached mescola le gioie e i dolori di una Beirut che non trova pace, mostrandoci con ironia e disincanto come si possa crescere - come si possa diventare donna - in tempo di guerra.



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