di Michael Haneke
con Christian Friedel e Leonie Benesch (A/F/D, 2009 - 144')
Palma d'oro a Cannes, Golden Globe e due nomination agli Oscar. Il regista di Funny Games e La pianista racconta il passato per lanciare un monito valido per tutti i tempi...
Con "Il nastro bianco" Michael Haneke ci porta in un isolato paesino rurale della Germania nel 1913, dove il mondo degli adulti è scandito, come non mai, dall'ottusità e dalla violenza dei rispettivi ruoli che irrompe nell'educazione dei loro figli. In questo mondo, apparentemente tranquillo, cominciano ad un certo punto ad accadere strani eventi dove i bambini, quelli della generazione che aderirà al nazismo, sono sempre protagonisti o testimoni. Solo il maestro delle scuola, che è anche la voce narrante della storia, è l'elemento sano di questo villaggio e ne coglie deformazioni e derive tragiche. Haneke mette in scena il passato e lo decolora, volutamente lo spoglia di emozioni, ma il suo "Nastro bianco" è, proprio grazie all'atmosfera che riesce a creare e alle sensazioni che trasmette, un monito profondamente morale, che vale per oggi e per ogni tempo.