di Ferzan Ozpetek
con Riccardo Scamarcio e Alessandro Preziosi (Italia, 2010 - 110')
Ozpetek abbandona i toni seri dei suoi ultimi film e torna alla commedia, raccontandoci i conflitti sociali e familiari la leggerezza a lui più congeniale.
Ferzan Ozpetek lascia il dramma dei suoi ultimi lavori e torna a colorare un film con i toni a lui cari della commedia corale, con una attenzione particolare ad un nucleo famigliare variamente assortito. Siamo a Lecce dove due fratelli, figli di un industriale della pasta, cercano di togliersi una maschera indossata da troppo tempo e confessare in famiglia, al padre padrone, la loro omosessualità. Ma non sarà così semplice... Probabilmente il complimento più appropriato da fare a "Mine vaganti" è che è un film contagioso. E non è un complimento da poco perché sa trasmettere allo spettatore l'entusiasmo e l'energia che hanno guidato Ozpetek nel dirigerlo e sa catturarlo con qualcosa che non è solo una trama intrigante o un cast indovinato, ma una marcia in più, quella che troppe volte i registi italiani «dimenticano» di ingranare. Per la prima volta il regista sembra liberarsi da quelle paure di scorrettezza (politica e sessuale) che avevano un po' ingessato i suoi film...